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[TRA CINEMA E PITTURA] "Lost in translation": Sofia Coppola incontra John Kacere.
Eccoci con un nuovo capitolo di “Tra Cinema e Pittura“, la rubrica nella quale metteremo a paragone ed analizzeremo scene, frames, sequenze di film con opere pittoriche alle quali i registi si sono ispirati per le loro pellicole. Il film che prenderemo in esame è Lost in translation – L’amore tradotto(Lost in translation), del 2003, scritto e
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Battle Royale: metafora intramontabile.
In questa recensione si parla di una pietra miliare della cinematografia mondiale, di un capolavoro del genere distopico nonché del genere action. Fukasaku mette in scena, insieme alla mano di suo figlio, una sceneggiatura curata nei minimi dettagli e una regia che passa dal didascalico all’intrattenimento puro, senza avere mai cali o scivolare. Ne viene
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Tirannosauro: Non è colpa tua, Joseph.
Tirannosauro è un film duro, crudele. Narra di come la crudeltà di due anime distrutte da una vita e da una società che ha negato loro la felicità e che, anche loro, hanno negato a se stessi, porti ad un’esistenza alla costante ricerca della redenzione. SCHEDA FILM TITOLO: Tirannosauro (Tyrannosaur) DATA DI USCITA: 2011 REGIA: Paddy Constantine SCENEGGIATURA: Paddy Constantine
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[TRA CINEMA E PITTURA] "Coraline e la porta magica": Henry Selick incontra Sandro Botticelli e Vincent Van Gogh.
Eccomi con un nuovo capitolo di “Tra Cinema e Pittura“, la rubrica in cui metterò a paragone ed analizzerò scene, frames, sequenze di film con opere pittoriche alle quali i registi si sono ispirati per le loro pellicole. Il film che prenderò in esame è Coraline e la porta magica(Coraline), del 2009, scritto e diretto da Henry Selick.
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La città incantata: il miglior film d’animazione mai concepito da Hayao Miyazaki.
Scrivere riguardo a La città incantata è tanto facile quanto complesso. Da una parte sento di voler esporre senza freni qualsiasi mia considerazione verso un film che ha segnato la mia crescita e che ritengo il punto più alto dell’animazione mondiale in tutta la storia del cinema; d’altra parte necessito di rigore e compostezza per
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Kuroneko: l’horror ai tempi dell’Heian.
Approcciarsi a questo film può essere un po’ complicato con chi non ha mai avuto a che fare con importanti elementi delle storie del terrore dei nipponici, e in generale con il loro modo di vedere le cose. Mostri, anime in pena tornate dall’oltretomba per vendicarsi e spettri di vario genere si sostituiscono alle figure
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[TRA CINEMA E PITTURA] "Il labirinto del fauno": Guillermo del Toro incontra Francisco Goya
Eccomi con un nuovo capitolo di “Tra Cinema e Pittura“, la rubrica in cui metterò a paragone ed analizzerò scene, frames, sequenze di film con opere pittoriche alle quali i registi si sono ispirati per le loro pellicole. Il film che prenderò in esame è Il labirinto del fauno(El laberinto del fauno), del 2006, scritto e
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Vivere: l’impegno morale di un piccolo grande eroe.
SCHEDA FILM TITOLO: Vivere (Ikiru) DATA DI USCITA: 1952 REGIA: Akira Kurosawa SCENEGGIATURA: Akira Kurosawa TRAMA: Il vedovo Watanabe, capoufficio della sezione civile, conduce da trent’ anni la sua routine in ufficio. Quando apprende di avere un cancro allo stomaco la sua esistenza subisce una svolta.
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Martyrs: un film fisico, che fa male alla mente.
Sento già il rumore dei passi di chi si allontana da questo articolo e di chi non si accinge neanche ad avvicinarsi. Perché si sa, l’horror fa questo effetto. Inizio allegando il link in cui ho, seppur brevemente, parlato della “svalutazione” dell’horror: LINK Per chi invece si è fermato, e per chi si è avvicinato,
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[TRA CINEMA E PITTURA] "Alien": Ridley Scott incontra Francis Bacon.
Eccomi con un nuovo capitolo di “Tra Cinema e Pittura“, la rubrica in cui metterò a paragone ed analizzerò scene, frames, sequenze di film con opere pittoriche alle quali i registi si sono ispirati per le loro pellicole. Il film che prenderò in esame è “Alien“, del 1979, scritto da Dan O’Bannon e diretto da Ridley Scott.
IN EVIDENZA
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Oleander Garden, PAGAN: Technopolis, PAGAN: Emporium, PAGAN: Autogeny, 2018-2019.
«Sostanzialmente seguo Cremin nell’idea che [il videogioco] sia una sorta di frizione […]. Un videogioco è una galleria di immagini-movimento disposte sistematicamente […].Questo sistema – l’immagine-frizione, come la chiama Cremin – è la materia della produzione/espressione nei videogiochi, e non la si può trovare in nessuna immagine in movimento.»
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